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CAPITOLO IV.


Affidamento di futuro sussidio all’industria privata fatta
impotente a proseguir l’impresa; abbandono di questa al governo.


Oltre ai mezzi di concorso finora descritti, di un altro ancora s’ha esempio, ed appunto nella nostra Penisola, il qual mezzo adottato mostra in coloro che l’idearono una lodevole premura pel pubblico bene, ed un illuminata prudenza nel provvedervi.

£ noto, e narreremo più diffusamente nel seguito, che la società erettasi per la costruzione una via ferrata da Milano a Venezia, dopo le illusioni le più esagerate, abilmente promosse dagli speculatori d’ aggiotaggio, ad un tratto, per le gare malaugurate insorte, sfiduciata decadde a segno, che quell’impresa, quantunque nella sostanza così profittevole per tutto il Regno Lombardo Veneto, era minacciata d’imminente rovina.

Alcuni tra gli azionisti, estranei la Dio mercè alle impure speculazioni dell' aggiotaggio preallegato, mossi da vera carità di patria ed anche dal ben inteso ed onesto loro interesse, rappresentarono al governo la necessità di sussidiare quell’impresa; ed il governo medesimo con Sovrana risoluzione del 22 dicembre 1842, dopo di avere riconosciute non sufficienti le illustrazioni date sulla vera condizione della società, reputando non possibile alla medesima di conseguire lo scopo divisato senza i sussidi del governo, nell’interesse degli azionisti e del paese concedeva, non già la garanzia d'un interesse minimo, ma il solo affidamento, che qualora la società si dichiari, o resulti impotente a compire l’assunto, questo verrà dal governo mandato a termine a proprie spese; e sarà in tal caso ceduta la proprietà della strada al governo medesimo. Ancora; che quando, terminata la strada, la società suddetta, entro i due anni dell'incominciato esercizio, dichiarasse men conveniente ad essa di proseguir nel medesimo, il governo ne accoglierà la cessione. Finalmente, che lasciandosi incompiute alcune tratte della linea così interrotta, il governo le farà compiere, seguita l’accennata di-