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tendenza all’aggiotaggio, anche in Germania notata, provocò un provvedimento collo scopo, credesi, di temperarla, Mercè di esso provvedimento tutte le domande di strade ferrate sinora non concedute non potranno avere altro corso fino al 1850, sempre che non interessino lo Stato, desiderandosi da quell’insigne uomo di Stato, e con ragione a parer nostro, che siano prima compite le grandi linee stabilite col decreto imperiale del 19 dicembre 1844.

Contemporaneamente i sovrani direttivi provvedimenti relativi all’ordinamento di società anonime, rendono queste men facili senza replicate cautele, onde meno grande riesca la sottrazione de’ capitali dal giro commerciale; e meno arrischiato e conseguente sia il giuoco di borsa.

Queste disposizioni debbonsi lodare.

Il primo tronco della strada Ferdinandea da Milano a Treviglio è terminato e provveduto del materiale occorrente, ma per difetto de’ casamenti non si può attuare, nè anche in via provvisoria.

Il governo di Milano avea richiesto l’ingegnere in capo Milani di collaudare quella tratta; ma questi vi si è ricusato perchè gli ingegneri direttori dei lavori non hanno ancora voluto collaudarli dal canto loro, attese le liti che per essi pendono tra la direzione lombarda e gli appaltatori dei detti lavori.

Da Chiari a Brescia i rilievi e progetti particolareggiati sono molto avanzati.

Fra Brescia e Verona non si è che esplorato in via di massima il terreno.

Pende tuttora la questione se, come sarebbe molto più ragionevole, per le già esposte cause, sia più conveniente toccare il lago di Garda od abbandonarlo del tutto, come vuole il signor Milani, le di cui opinioni, spinte forse con troppa tenacità, sembrano essere ora men prevalenti nell’universale, come nelle stesse persone chiamate a consultare il governo ne’ provvedimenti da emanare.

I dubbi e la quistione per il passaggio di Verona sono risolti, e la commissione mista ha deliberato la linea da seguirsi; essa passerà a Verona.

Da Verona a San Bonifacio il progetto particolareggiato non è ancora interamente compito; ma lo sarà in breve.

Quello da San Bonifacio a Vicenza trovasi da qualche tempo sottoposto all’approvazione superiore; ma il ministro non ne ha ancora ordinata l’esecuzione.

Fra Vicenza e Padova i lavori sono presso che compiti, e la strada entro un mese, al più, potrebb’essere aperta, se non mancassero, anche in via provvisoria, i locali indispensabili per l’esercizio, la direzione sociale ha da qualche tempo chiesto al ministro il permesso di costruirli: essa venne recentemente conceduta. Non così tra Milano e Treviglio.

Da Padova a San Giuliano, ove principia il ponte sulla Laguna, la strada