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Però, chieste Napoli nuove informazioni a persone che per ragione dell’officio loro possono darle esattissime, da riscontro scritto il 1.° corrente ne consta: — Che in data soltanto del 19 ottobre è emanato per l’organo del ministero dell’interno un reale rescritto, col quale si promette e non si accorda ancora la concessione per la costruzione d’una strada ferrata da Capua al confine del regno collo Stato pontificio, in continuazione di quella da Napoli a Capua, sotto la condizione che il real decreto di concessione sarà dato quando i chiedenti abbiano depositato 300,000 ducati per guarentigia de’ loro obblighi. — Che se tal deposito non sarà stato fatto pel 20 novembre, la promessa di concessione resterà nulla. — Che siffatta promessa è stata data ai signori avvocato Gabriele Sabbatini e Giulio Martinet (quest’ultimo siccome rappresentante d’una compagnia francese, presieduta dal duca della Rochefoucauld d’Estissac). — Che le basi della concessione sono enunciate nel detto reale rescritto; e sono precipuamente quelle stesse della concessione fatta al signor Bayard de la Vingtrie per la strada da Napoli a Castellamare e Nocera. — Più ancora, che saranno imposti ai concessionari i seguenti altri obblighi. La tariffa de’ prezzi di trasporto de’ viaggiatori e delle merci sarà ribassata del 20 per % su quella che trovasi stabilita pel Bayard. Non saranno permessi passaggi ad uno stesso livello nelle intersecazioni della strada ferrata colle altre strade. I posti di terza classe potranno esser privi di banchi da sedere, ma dovranno essere coperti da ogni lato in tutte le stagioni, eccetto che nella state.- La durata della concessione è per anni settanta: dopo i quali la strada diviene proprietà del governo. Non saranno permessi ponti giranti; e i ponti sui fiumi dovranno permettere la navigazione attuale o possibile al futuro su quelle acque. — Che indi fra due mesi, seguito il detto primo deposito, i concessionari depositeranno altri ducati 700,000: e tutto questo milione di ducati sarà speso coll’annuenza del governo nei lavori, i quali resteranno sino al valore della detta somma siccome cauzione. — Che nel primo anno i concessionari dovranno spendere il quarto del capitale; e tutta l’opera sarà compita in anni quattro. — Che se durante un anno si sospendessero i lavori, incorrerassi nella pena della confiscazione di quelli già fatti, e della perdita della concessione. — Che non si è ancora fissato l’andamento della strada, la quale potrà essere per Fondi, ossia per la marina; ovvero per Ceprano; cioè verso l’interno della provincia di Terra di Lavoro. — Che quella concessione venne accordata alle accennate persone perché mostrarono d’avere i capitali probabilmente pronti, ed acconsentirono a condizioni più favorevoli allo Stato.— Che quattro erano le compagnie concorrenti all’impresa.— Che ora si discuton pure presso la maestà del re le domande presentate da altre compagnie estere di Francesi e d’Inglesi (chè di Napoletani, assolutamente alieni da quelle speculazioni industriali, nessuna volle formarsene). Le quali compagnie estere aspirano alla concessione della strada che da Napoli tenderebbe ai porti della