Pagina:Delle strade ferrate italiane e del miglior ordinamento di esse.djvu/254


253


Abbiamo trattato questa parte del nostro discorso da scrittor coscienzioso; il quale, mentre rispetta l’autorità d'un governo savio e paterno, com'è senza dubbio il toscano, crede però non essergli irriverente, nè perciò dispiacergli, quando espone, colla debita temperanza, i pericoli che possono sovrastare alla repubblica, acciò sia ad essi apposto opportuno rimedio.

Le nostre rette intenzioni sono mallevadrici del non aver noi voluto esercitare contro l’autorità che regge la Toscana alcuna censura; noi confidiamo pertanto ch'essa accoglierà con benevola indulgenza le povere nostre parole, da solo buon fine dettate.

Quanto a coloro che speculano sul giuoco di borsa, noi confessiamo di conservarci indifferenti al modo in cui accoglieranno la nostra scrittura, intorno alla quale ne appelliamo soltanto all’onesto pubblico criterio.


CAPITOLO V.


Strade ferrate già decretate ed ancora in progetto negli Stati Sardi di terraferma.


Genova con una popolazione svegliata, sobria ed atta a molta fatica, la quale è singolarmente applicata alla navigazione, sempre trovò in questa industria un fecondo elemento di prosperità1.

  1. Dovendosi parlare delle antiche vicende del gran traffico nelle contrade ch'or sono aggregate alla monarchia di Savoia, debbesi necessariamente esordire per quello di Genova, quantunque questa colle province che ne dipendono, sia il più recente acquisto di quello Stato.
         Ivi difatti soltanto, fino da’ tempi antichi, il commercio facevasi sa vasta scala, ed era principale occupazione d’ogni classe della Società. — Asti e Chieri avevano bensì nelle province d’avito dominio, prima però ch’esse vi fossero unite, un più attivo traffico, e specialmente all’estero, di capitali dati a prestito, mercè d’operazioni bancarie, ma non poteansi tuttavia que' negozi paragonare a quelli liguri. — I popoli subalpini, del resto, dati all'agricoltura di preferenza, e singolarmente applicati a militare frequentemente sotto prìncipi, i quali successivamente crebbero il proprio dominio