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III. NOTTE.


AL CONTE DI VVILMINGTON


Il Tempo.


ARGOMENTO.


Il tempo è il più prezioso dono, che la Provvidenza faccia agli uomini. Passa veloce, e molesto per coloro, che ne abusano, impiegandolo nella soddisfazione delle passioni viziose. Il buono e virtuoso uso del tempo rende la vita piacevole, e tranquilla. E’ necessario, che chi si è perduto dietro le stoltezze de’ vizj profitti del tempo, che gli rimane, per rivolgersi alla virtù. Tanto pregio acquista il tempo, quanto indirizzati sono i suoi istanti alla Eternità.


Del tempo io canto, e la difficil arte
D’usarne a te la Musa mia, Lorenzo,
Mostrandò va. Deh mi conceda il fato,
Che i detti miei tu d’ascoltar non sdegni,
5Che di questi la voce in sen ti scenda,
Ti rcerchi ogni fibra, e l’alma intanto
Un salubre tumulto in sen risenta.
D’esserti guida al ver, mezzo al possesso
Di tua felicità quanto godrei!
10Forse allor io vedria di luce un raggio
Fender le tetre nubi, ond’io mi veggo
Tutto cinto, ed oppresso, e forse allora
Dal mio dolor la gloria mia trarrei.
Gravi, veri riflessi io ti presento,
15Che mi detta quel sasso, ove Filandro
Giace trofeo di morte. È più faconda
De’ portici, de’ rostri, e delle selve
L’urna d’un caro amico: e se l’orecchia