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gliare in mano la spedizione contro la Grecia, ebbe una terza visione, in cui i Magi, interpreti, trovarono indicato un intimo rapporto con tutta la terra, e questa essenziale significazione: che tutti i popoli del mondo avrebbero un giorno obbedito al dominio di Serse. La visione poi, di cui parliamo, fu in questo modo: Parve a Serse di essere incoronato di una fronda d’olivo; e che l’albero di olivo, ond’era stata svelta quella fronda, coprisse dei suoi rami tutta la terra; e che finalmente l’impostagli corona scomparisse d’un tratto. La quale visione essendo stata iaterpretata dai Magi nel modo che abbiamo detto, subito tutti i maggiorenti Persiani, convenuti al congresso, partirono e si dispersero per le singole prefetture; mettendo ognuno il massimo studio nella esecuzione degli ordini ricevuti, tanta era l’emulazione destatasi fra di loro per il conseguimento dei decretati doni. E Serse, dal canto suo, non c’era angolo del continente asiatico dove non andasse a frugare al fine di mettere insieme una straordinaria massa di combattenti.

20. Imperocchè, dalla ricuperazione dello Egitto in avanti, il re consumò quattro interi anni nell’opera di radunare un grosso esercito, e di fornirlo di tutte le provvisioni e gli amminicoli necessari. Di sorte che questa nuova sua spedizione riuscì certamente più grandiosa e magnifica di quante ne conosciamo. E, per verità, si possono considerare come un nulla al paragone, sia l’impresa di Dario contro gli Sciti, sia l’impresa antecedente de’ Sciti contro i Cimmerî; quando per perseguitare questi, essi entrarono dentro la Media, sottomettendosi quasi tutta l’Asia superiore, e per tal cagione tirandosi poi addosso la vendetta di Dario. Nè reggono meglio, dirimpetto alla spedizione greca di Serse, i fatti cantati dell’impresa