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0 diseg-ni molto lontani di regno. Ma Cleomene essendo mancato senza prole maschile, mentre Dorico eragià anch’egli antecedentemente morto in Sicilia, ne sejjui che le ragioni del regno caddero in Leonida, il quale era nato prima di Cleombroto (ultimo dei figli di Ànassandride), e aveva oltracciò presa in moglie la figlia di Cleomene. Detto Leonida, dunque, fu quegli che passò da Sparta alle Termopile coi trecento uomini di sua scelta, nomini tutti già pervenuti all’età regolare dei guerrien lacedemonici, e che lasciavano prole a casa. Prima però di raggiunger la meta, egli levò milizie da Tebe in quel numero che già dicemmo, le quali genti tebane ftrono comandate da Leontiade figlio di Eurimaco. E Leonida si affrettò tanto a fare verso i Tebaui ciò che con fece in nissun’altra parte, perii gran sospetto che si aveva che essi inclinassero alla causa medica. Ond’egli volle chiamarli subito all’armi, per vedere se in effetto mandavano aiuti all’impresa, se apertamente ricusavano di collegarsi cogli altri Greci. Ma i Tebani, sebbene a talento, mandarono aiuti all’impresa.

206. Gli Spartani poi spinsero avanti Leonida e i suoi compagni colia intenzione die gli altri confederati, mossi da tale esempio, si disponessero a andare contro il o®’ mico; né per avventura accadesse che eglino pure p’^ gasserò verso Media vedendo gl’indugi di Sparta. AP" presso poi deliberarono: che, lasciata a Sparta una co^" veniente custodia, avrebbero mosso con tutte le loro fof’® contro i Persiani, non appena finita la celebrazione del’’ feste Gamie, da cui presentemente erano trattenuti. ^ propositi di egoal genere mostravano anche gli altri cot,^ federati. Dappoiché ricorreva proprio in quei giorni 1^

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