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Pagina:Delle cinque piaghe della Santa Chiesa (Rosmini).djvu/125

 
 
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soggiogarla e di confermarla del tutto al tenore della loro idea signorile, violenta, individuale, materiale, parte ricevessero, quasi senz’accorgersi, nel proprio seno l’idea contraria ministeriale, morale, unitaria, spirituale della chiesa, onde il loro operare doppio e contradittorio, intessuto di atti di somma pietà e di benefizî alla chiesa, e di atti empi di dispotismo e alla chiesa nocevolissimi, secondo che all’una od all’altra delle due idee ubbidissero, o all’originale da loro arrecata, o all’acquisito dal magisterio della chiesa; e avvenne pure il simigliante nel clero, il quale parte colla parola evangelica ammaestrò e mansuefece quei violenti, introducendo nelle loro menti la propria idea unificatrice di carità, parte rimanendo vulnerato esso stesso nella gran lotta, accolse l’idea contraria, e quindi anche nell’oprare del clero la stessa contraddizione or di santissimi ed eroici esempî, e sforzi per conservare l’unità di Cristo, ed or di profani disordini, di vilissime condiscendenze, di tendenze individue, dissipatrici dell’unità e della cristiana ed ecclesiastica comunità. Perocchè la lotta delle due idee, e la contraddizione dell’operare sì negli ordini temporali che negli ecclesiastici è il carattere proprio del medio evo: il che solo spiega tutti gli eventi di quell’età, e nominatamente gli urti fra l’impero e la chiesa; chè non potendo questa perire, nè l’idea che la domina intieramente distruggersi, perchè passerà il cielo e la terra, ma non la parola di Cristo; ogni qual volta l’idea contraria alla chiesa della dominazione temporale e violenta e della disunione prevale ed entra nel clero fino a comprometterne l’esistenza; la chiesa sorge da quell’ora come un gigante che si risveglia e con nuova e non più usata vigoria atterra all’estremo pericolo il suo nimico, lo scaccia dalle sue tende invase, e restaura in sè medesima e ne’ suoi ministri quell’idea da cui la vita dipende1.

147. Or tutto questo ci spiega le vicende subìte dai beni ecclesiastici. I Signori del medio evo, operando secondo l’idea d’individualità e di signoria, non solo riguardarono come feudali anche i beni liberi della chiesa, ma li invasero, ne disposero come fossero individuali, li dispensarono ai laici li alienarono: le quali usurpazioni furono ampio fomite di discordia fra loro e la chiesa, che con canoni conciliari, pontificie leggi, e pene canoniche guerreggiò un tanto abuso.

I Prelati, cioè quella parte di essi ligia al principe, nella quale l’idea di individualità erasi radicata insieme co’ feudi; operando pure a tenore di questa, disposero in egual modo delle ecclesiastiche proprietà come fosser lor pro-

  1. Noi abbiam detto che la conciliazione delle due idee l’una di individualità propria dell’impero barbarico, e l’altra di unione organica propria della Chiesa sono di natura loro inconciliabili, e che la loro momentanea pace e fusione non è che apparente: la prima idea molte volte prevalse da parere ch’essa dovesse annientare la sua contraria; ma la Chiesa in tali frangenti coo una possanza tutta nuova, la ristabilisce e restaura. Or prediremo adunque che non vi avrà pace giammai fra le due potestà, la temporale, e la spirituale? Lungi da noi sì funesto presentimento; la pace può aversi, e si avrà, ma però ad una condizione, che la potestà temporale cacci intieramente da sè l’idea della individualità, reliquia del barbarismo violento e del feudalismo, e si riedifichi sopra l’idea propria della Chiesa, che non può perire, cioè nell’idea della unità organica e cristiana degli uomini. Questa è la sola conciliazione possibile, non delle due idee che non possono conciliarsi; ma dei due ordini il temporale e lo spirituale che ammettono benissimo conciliazione. Così i temporali reggimenti da signorie si debbon cangiare intieramente in società civili. Dopo una lotta d’oltre un millenio, non vediamo noi che già s’avvicina, é già cominciato questo desiderabile cangiamento? Tutta la società d’Europa travaglia in su tal parte. L’espulsione dell’idea civile, che turba il riposo del mondo, è la grand’opera che la provvidenza preparò con tante pugne intestine dell’umanità, che presero forma e apparenza principalmente di conflitto fra la potestà laicale e l’ecclesiastica (benchè non sia tale) durate tanti secoli, ed ardenti tuttavia sotto le ceneri finchè l’opera sia perfezionata e compiuta.