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che prima si passava nell’ozio, o, peggio ancora, nello stravizzo, sarà impiegato nella lettura. Dal che deriverebbe un doppio vantaggio, l’uno morale e l’altro economico. Ma se si vuole che la Biblioteca ad uso del popolo porti questo frutto, è mestieri di collocarla in luogo che sia in vista del pubblico, cioè in vista del maggior numero di lettori possibili; quindi gli scaffali di essa ornino le pareti della scuola pubblica; un quadro contenente l’elenco, de’ libri stia affisso alle pareti della casa comunale, un altro di riscontro al primo porti scritto il regolamento pei lettori. Non si può dire quanto faccia cotesto mettere quasi in mostra i libri che si offrono al lettore volgare; ciò ben sauno i mercatanti che non la perdonano a spese nel costrurre bacheche elegantissime, onde riporvi le merci che debbono attirare l’occhio de’ comperatori. Le arti dà adoperarsi per attirare i primi lettori non saranno mai troppe.

È pure a studiarsi bene l’opportunità del tempo per la solenne apertura della Biblioteca. Guai se questa si aprisse nel momento in cui più fervono ì lavori della campagna; chè i nemici di tutto ciò che è nuovo non mancherebbero di venir fuori con epigrammi d’ogni maniera, che si vuol distrarre colla lettura de’ libri vani i giovani dai loro uffici principali; che in cambio de’ libri devoti si mettono in mano dell’artigiano i romanzi e le commedie,che alle pratiche religiose del dì festivo si sostituiscono lezioni profane o peggio ancora; e cercheranno di farcì comparire agli occhi de’ semplici siccome favoreggiatori dell’ozio e poco meno che corruttori della gioventù; cotale fu già l’accusa lanciata contro Socrate.

La nostra Biblioteca si apra la prima volta in sul finire di novembre, in una sera di domenica, dopo le funzioni sacre della parrocchia; s’inviti tutto il popolo ad assisterà a questa solennità, e qui’ si presentino que primi venti o