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egli che in questa maniera si perverrà a dare all’istruzione del popolo nostro un colorito quasi uniforme?

Finqui della scelta de’ libri; ora è mestieri accudire alla loro stampa, e prima di tutto vuolsi badare diligentemente alla loro correzione. Il volgo de’ lettori ed il lettore volgare ha bisogno di avere libri scevri da errori tipografici; perchè da sé, con arriverebbe a correggerli. Uno o due membri del comitato abbiano il peculiare uffìzio di attendere alla correzione de’ libri che si stampano.

Non è parimente senza importanza la scelta del carattere, il quale vuol essere grosso anziché no. Il popolo per solito, e specialmente quello di campagna, ha la vista un po’ grossa e stenterebbe a leggere i libri che fossero impressi in carattere troppo minuto.

Il sesto migliore per comodità è l’in-12°, quello per l’appunto che oggi si è adottato dai più valenti editori per le opere letterarie.

Là carta sia forte e consistente, perchè il libro abbia la maggiore durata. Finalmente si pensi eziandio alla legatura.

Una questione ancora, che non mi pare punto oziosa, si è quella della tipografia a cui affidare la stampa de’ nostri libri. In molti istituti, vuoi filantropici, vuoi penali, si sono introdotti da alcuni anni i lavori dell’arte tipografica. Or bene a questi istituti vorrei di preferenza affidata la stampa delle nostre opere, per più ragioni, La prima si è di procacciare lavoro durevole a queste tipografie seuza cagionare uua dannosa concorrenza alla tipografìe de’ privati, ed ecco due istituzioni benefiche che si darebbero amicamente la mano. Pochi compositori, ancorché mediocri, bastano; il massimo del lavoro sta nella impressione, tiratura e legatura. In secondo luogo i nostri libri sarebbero letti in prima da certi uomini che ne hanno maggiore bi-