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più vicini al popolo, conviventi con questo, epperò pienamente consapevoli dei veraci bisogni di esso. A questi giudizi le Accademie darebbero il loro voto affermativo o negativo, giudicando il libro specialmente dal lato dell’arte e della scienza. Quando questo secondo giudizio sia favorevole e conforme al primo, allora il libro avrà come un diploma di licenza, mercè il quale merita di far parte della Biblioteca popolare.

Dunque le Accademie sanzionino l’ammissione de’ libri, ma la primitiva scelta de’ medesimi deve farsi da un’altra associazione più umile e più modesta, ma forse più utilmente laboriosa. Ecco come a un di presso potrebbe costituirsi quest’associazione nazionale:

1° In ogni regione d’Italia vi abbia un comitato destinato a raccogliere le obblazioni de’ comuni, delle Provincie, delle società operaie e de’ privati. Coteste obblazioni sieno di due specie, le une per la prima istituzione dell’impresa, e le altre per la sua continuazione. Chiunque paga cinque lire per una volta assume il titolo di promotore, chi le paga annualmente ha diritto di avere dodici volumi, che avranno fra tutti duemila pagine, che tanti almeno se ne stamperanno in ciascun anno;

2° Il comitato sceglie fra’ suoi membri, od anche fra estranei, dodici soci relatori, ciascuno de’ quali abbia l’obbligo di far conoscere, entro l’anno, almeno un’opera od un volume che meriti d’entrare nel novero di quelli che sono a ristamparsi, e di proporre un tema per un nuovo libro. Coteste relazioni saranno fatte per iscritto, dal comitato trasmesse a quell’Accademia che si sarà tolto l’incarico di darne il giudizio;

3° I Comuni che sottoscriveranno per due quote, avranno tre esemplari delle opere che si stamperanno;

4° Un comitato supremo risiederà nella capitale del