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condizione che possa essere capito da coloro pei quali si è scritto. Con questo semplicissimo criterio vorrei che si rovistasse nelle nostre Biblioteche classiche, e si cercasse fra lè opere de’ grandi nostri padri e si tirasse in disparte e si registrasse tutto quello che può meritare d’aDdare per le mani del popolo, e di formare il primo nucleo delle future nostre edizioni popolari. Si passi indi agli scrittori contemporanei, si faccia l’inventario di ciò che abbiamo, e si noti quello di cui difettiamo. Si cerchi di colmare le lacune proponendo temi per nuovi libri che si reputano più necesearii. Si mettano a contributo eziandio le letterature straniere indicando quali libri si avrebbero a tradurre1. Ma chi formerà questa scelta? chi terrà questo registro? chi avrà l’autorità di dare una specie di sanzione ai giudizi d’ammissione di questo o quel libro nella Biblioteca ad uso del popolo?

Ecco alcune questioni, le quali daranno sufficiente materia a continuare sopra questo argomento.

III.

Varietà delle Biblioteche.

Fra i nobili ed utili divisamenti per cui merita encomio il Ministero della Pubblica Istruzione, questo fu di aver provveduto i licei, i. ginnasti e le scuole tecniche di Biblioteche appropriate a coadiuvare la istruzione letteraria e

  1. Scrivemmo queste cose or fa cinque anni, e molti editori con nobile gara s’affaticano già a compiere questa lacuna. Basti citare le ditte Pomba e Paravia di Torino, Agnelli e Treves di Milano, Barbèra e Le Monnier di Firenze.