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gionava soltanto sull’effetto materiale dell’associazione, ma dimenticava il fermento che pigliano le idee allorché ritornano sulla lingua di chi parla in una brigata di amici1.

Aggiungasi che il benefizio in questa maniera si può quasi duplicare. Se il Governo richiede ad un editore che gli venda un migliaio d’esemplari d’un’opera in una sola volta ed a pronti contanti, l’editore può far un larghissimo sconto, perchè sa che quegli esemplari saranno simultaneamente diffusi per tutta Italia, e che quindi la sua opera sarà prontamente ricercata.

Dunque voto 3° — Il Governo sussidii con libri e coi medesimi libri tutte le Biblioteche dello Stato.

Questa è la parte che noi assegniamo al Governo. Passiamo ora ad esaminare l’azione de’ Municipii e de’ privati. Quest’azione, o signori, deve mirare a far nascere nel popolo il bisogno di leggere, il diletto dì leggere, acciocché col tempo quello che in oggi si dà gratuitamente sia poscia procacciato dal libero concorso de’ lettori.

I Municipii finora non furono ammaestrati intorno all’essere vero d’una Biblioteca popolare, e specialmente intorno alla facilità di dar vita a questa istituzione; i più sì spaventano della gravezza della spesa, e molti della inutilità di essa. Finora non è penetrata nelle masse la idea vera d’una Biblioteca popolare; una Biblioteca popolare si fa con cinque o sei opere, ma a molti esemplari delle stesse; quest’è il supremo carattere e differenziale della nostra istituzione.

  1. La Biblioteca iniziata dai dodici amici di Franklin è diventata la grande Biblioteca di Filadelfia, ricca di 800,000 volumi. — Come esempio de’ miracoli dell’associazione giova ricordare la Biblioteca de’ commessi negozianti, la quale ha 8000 soscrittori e 57,000 volumi; riceve in ciascun anno 170 riviste, ed in ciascun giorno 140 giornali.