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Introduzione

e immediatamente dopo, contraddicendosi, sostenga che

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«la giurisdizione della Magna Curia dei razionali si era confusa con quella della Camera della Sommaria. Alfonso d’Aragona abolì la curia dei Razionali e riunì tutte le loro competenze nei Presidenti della Regia Camera della Sommaria 701

2.3 I precedenti storici e l’età angioina

Le incongruenze della tradizione storiografica rendono necessario un riesame del problema su un più ampio arco cronologico, per delineare la progressiva acquisizione di funzioni e prerogative da parte della Sommaria.

Dopo la conquista normanna, l’amministrazione finanziaria si andò per la prima volta organizzando sotto Ruggiero II; ma fu solo sotto i Guglielmi che ebbe ordinamenti suoi propri e definiti. Solo allora sorse una sezione speciale nella Curia regia, con funzione di corte dei conti e con personale specializzato 712.

Col nome di Camera si designava il tesoro reale 723; e Camerari venivano chiamati i funzionari addetti ad essa. Il nome fu dato poi per estensione anche agli Officiales che operavano con analoghi compiti nelle varie terre del Regno.

Nei primi tempi della dominazione normanna, troviamo che l’amministrazione finanziaria è denominata oexpé-uos, nei documenti greci, mentre in quelli arabi è definita diwàn at-tahqiq al-ma’-mur, o ufficio di riscontro e controllo, diwàn al-ma’-mur, o ufficio del tesoro; i proventi affluivano nell’ufficio detto diwàn al-fawà’id. Tali denominazioni lasciano scorgere le influenze greche ed arabe sull’amministrazione finanziaria normanna, rese tanto più evidenti dalla effettiva presenza di funzionari arabi e bizantini4. I nuovi conquistatori, che sempre rivelarono l’accortezza di inglo-

  1. Alcuni hanno poi voluto datare al 1444 la creazione della Regia Camera della Sommaria. È qui opportuno ricordare quanto apoditticamente scrive Trinchera, Degli Archivi, a p. 401, secondo cui «Alfonso I di Aragona nel 1444 riunì la Corte de’ maestri Razionali a quella de’ Presidenti della Camera de’ conti; e con provvidi ordinamenti istituì così un Supremo Collegio detto Regia Camera della Sommaria, che trattava tutti gli affari e tutte le cause d’interesse erariale e municipale». A tale asserzione sembrano tacitamente rifarsi Mazzoleni (Le fonti, p. 62) e Moscati (Burocrazia, p. 376 sg.) che, quasi certamente fraintendendo un riferimento documentario in Gentile (La politica, p. 16), data al 17 gennaio 1444 l’assunzione della Sommaria «ad organo di generale controllo di tutta l’amministrazione del Regno».
  2. Chalandon, Histoire, p. 647. Ma se ne veda conferma anche in Takayama, The financial, pp. 135 sgg.
  3. Ad esso affluivano non solo le rendite patrimoniali dei beni della Corona, ma anche i proventi delle entrate tributarie, dotate di un particolare sistema di gestione, e delle ammende inflitte ai contravventori delle ordinanze regie. Ciò a riprova dell’inadeguatezza per tale realtà politica della definizione di "stato patrimoniale", invalsa nella dottrina tedesca dell’Ottocento e ancora diffusa in Germania. Per la storia, e una valutazione critica, della distinzione tra "stato patrimoniale" e stato come persona giuridica cfr. Brunner, Terra, pp. 203 sgg.
  4. Su di essa cfr. von Falkenhausen, / ceti dirigenti, pp. 324, 351-357; eadem, I gruppi etnici, pp. 149-152; eadem, II popolamento, pp. 48 sg., 51, 62. Per il problema delle persistenze culturali cfr. Tramontana, La monarchia, passim; Cuozzo, "Milites"; idem, L’unificazione.

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