Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/99


libro quinto 91

po1. Costoro sono contigui ai Leucani mediterranei. Ma dei Sanniti ciò basti. A’ Campani poi la fertilità del terreno è stata cagione che le prosperità andassero del pari colle sventare. Perocchè vennero a tanto lusso, che si banchettavan fra loro e davansi lo spettacolo di molte paja di gladiatori, il cui numero veniva determinato dalla dignità dei convitati. E quando Annibale si fu impadronito di Capua che gli si arrese, e vi pose il suo esercito a svernare, lo effeminarono tanto coi loro piaceri, ch’egli ebbe a dire, come il vincitore correva pericolo di soggiacere ai nemici, giacchè i suoi soldati s’erano tramutati d’uomini in donne. Quando poi i Romani ebbero la vittoria, con molti castighi assennarono i Campani, ed all’ultimo ne distribuirono a sorte il territorio. Ed ora sono felici vivendo in concordia coi nuovi coloni2; e custodiscono l’antica dignità, la grandezza e il valore delle loro città.

Dopo la Campania e la Sannitide sino ai Leucani, lungo il mare Tirreno, abita la nazione de’ Picentini, piccola porzione staccata dai Picentini dell’Adriatico, e trasferita dai Romani nel golfo Posidoniate che ora si dice Pestano3. La loro città, l’antica Posidonia che ora chiamasi Pesto, giace nel mezzo del golfo. I Sibariti

  1. Come ai Sanniti un toro, così agl’Irpini dicevasi che fosse stato condottiero un lupo.
  2. τοῖς ἐποίκοις ὁμονοήσαντες. Il latino traduce colentes concordiam cum vicinis; ma oltre alla naturale significazione della voce ἔποικος, par evidente che qui si tratti dei coloni romani fra’ quali s’era distribuito a sorte il territorio di Capua.
  3. Il Golfo di Salerno.