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libro quinto 41

ma lo spogliò poi Dionigi tiranno di Sicilia mentre navigava alla volta di Cirno. Da Pirgo fino ad Ostia si contano duecento sessanta stadii, e nello spazio di mezzo stanno Alsio e Fregenia.

Questi adunque sono i paesi che trovansi lungo la spiaggia tirrena: ma nelle parti mediterranee, oltre alle città già dette sonvi Arezzo, Perugia, Volsinio, e Sutrio; ed altre cittadelle vicine, Blera, Ferentino, Falerio, Falisco, Nepita, Statonia, e molte altre; alcune delle quali sussistono come in antico, alcune invece furono ripopolate dai Romani, od invece abbattute, siccome accadde di Vejo contro cui combatterono parecchie volte; e così anche di Fidene. Alcuni sostengono che i Falerj non erano punto Tirreni, ma sibbene Falisci. E dicono alcuni che questi Falisci sono una nazione particolare con lingua sua propria: ed altri la chiamano Equum Faliscum, situata luogo la via Flaminia tra Ocricli e Roma1.

Ai piedi del monte Soratte2 è la città di Feronia,

  1. La lezione comune è guasta. Ho seguitata l’opinione del Salmasio che la corresse cosi: Ἔνιοι δ᾽ οὐ Τυρρηνούς φασι τοὺς Φαλερίους, ἀλλὰ Φαλίσκους. Ἴδιον ἔθνος τινὲς τοὺς Φαλίσκους, καὶ πόλιν ἰδιόγλωσσον. Οἱ δὲ Αἰκουμ Φαλίσκον κ. τ. λ. Gli Edit. franc. traducono, secondo una loro congettura: Giusta alcuni autori gli abitanti di Falerium non appartenevano alla nazione dei Tirreni, ma sì a quella dei Falisci che sono un popolo assolutamente distinto dai Tirreni, e con un linguaggio suo proprio. La loro capitale era Falisco, denominata da altri Æcquum Faliscum, e situata sulla via Flaminia tra Roma ed Ocricli. — Quest’ultima città è ora detta Otricoli
  2. Monte di S. Silvestro.