Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/165


libro secondo 153

corrispondente alla sua lunghezza, poi v’aggiungiamo il tragitto che la divide dall’India, avremo dall’estremità meridionale di Taprobana a quella dell’India uno spazio non minore di tre mila stadii, quanto era l’intervallo dal confine meridionale della terra abitata a Meroe, dacchè l’estremità meridionale dell’India e Meroe sono sotto un medesimo parallelo. E forse sarebbe cosa più credibile l’aggiungere uno spazio maggiore che non è quello di tre mila stadii: ma già chi aggiungesse questo numeri ai trenta mila che Deimaco annovera dalla predetta estremità meridionale dell’India fino ai Battriani ed ai Sogdiani, tutte quelle nazioni si troverebbero fuori della terra abitabile e della zona temperata. Ma chi oserebbe dir questo, sentendo e gli antichi e i moderni parlare del clima temperato e della fertilità primamente dell’India settentrionale, poi dell’Ircania1, dell’Aria, ed appresso della Margiana e della Battriana, paesi tutti contigui al fianco settentrionale del Tauro, e l’uno dei quali (la Battriana) confina colle parti di questa montagna che servon di limite all’India. E quelle regioni sono di tanta fertilità che mostrano di essere per gran tratto lontane dai paesi inabitabili. Perocchè dicono che nell’Ircania ogni vite produce un metreto2 di vino; che un fico dà sessanta medimni di frutti; che il frumento cresce naturalmente dai grani che cadono dalle spiche; che negli alberi fannosi gli

  1. L’Ircania è il Corcan; l’Aria e la Margiana sono comprese nel Khorazan. La Battriana è il paese di Balk.
  2. Forse circa ventidue pinte parigine.