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lo Strabone francese, al quale appunto io mi sono in generale attenuto. Le note raccolte dal Siebenkees, e il testo del Coray (delle quali edizioni mi fu cortese la gentilezza del ch. cav. don Gaetano Melzi) ed alcune osservazioni pubblicate nei Giornali francesi e alemanni in questi ultimi tempi, mi autorizzarono qualche volta ad allontanarmi da quella scorta; ciò che non ho fatto però quasi mai senza avvertirne i lettori, parendomi che ciascuno debba desiderar di conoscere l’opinione di que’ colti e diligenti traduttori ed interpreti, massime dove la differenza sia di qualche momento. Io dunque mi sono proposto di dare una versione possibilmente fedele del testo greco secondo le più accreditate edizioni e gl’interpreti di miglior fama. Ho anche qua e là raccolte e com-