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za di quella somma intelligenza erghiamoci, se è possibile, perciocchè quivi vedrà la ragione quello che in sè non può risguardare, cioè in che modo ancora quelle cose, le quali gli avvenimenti certi non hanno, siano dalla certa e determinata prescienza di Dio conosciute; nè sia opinione questa, ma più tosto semplicità di quella somma scienza, la quale da nessuno termine non è racchiusa.


LE RIME QUINTE E ULTIME.

Di molte e varie forme
     Calcan la terra diversi animali.
     Questi con piatto steso corpo enorme
     Spazzan, strisciando, col petto la polve,
     5Che lungo solco lascia u’ che si volve;
     Quei poscia con dipinte e leggiere ali
     I lunghi spazii del largo aere a volo
     Notando vanno, quai vaghi augelli;
     Altri s’allegran di stampar nel suolo
     10Della terra i vestigi, e con isnelli
     Passi, quai fiere belve,
     Saltare i campi e trascorrer le selve.
I quai tutti, sebbene
     Diversi aver varie figure vedi,
     15A ciascun d’essi nondimeno avviene
     Che la faccia inchinata vêr la terra
     Le sentimenta rintuzzate atterra.
     Sol l’uom all’alte e sempiterne sedi
     Erge la fronte, e con dritta statura
     20Spregia la terra: or te, se in tutto stolto
     Non sei, accorto fa cotal figura,
     Che avendo gli occhi al ciel diritti e ’l volto,
     L’alma v’indrizzi ancora,
     Perchè il senso non regni, e ragion mora.