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376 la tabernaria


Pseudonimo. Questo mi par incredibile, e pur è possibile per mia ventura, carissimo Tito Melio. Io non veggio mai l’ora di portarmela a casa e consolarmi pienamente con lei; però datimi licenza, ché fra due ore sarò con voi: ragionaremo del merito, e dell’obligo che vi devo, e degli amorevoli offici prestiti a mia figlia, acciò prima che partiate di qua per Roma, conosciate la mia affezione. Vi prego che mangiamo insieme questa mattina in questa casetta, la qual da oggi innanzi sará piú vostra che mia.

Altilia. Padre mio, non mi abbandonate e non mi private di voi cosí presto. Desidero che oggi ci riveggiamo insieme, e rendervi le grazie di tanti favori e grazie che in tanto tempo m’avete fatte in casa vostra.

Pedante. Silenzio; faciam. Andate, ch’oggi ci rivederemo; che vuo’ dar conto a questi gentiluomini che m’han tanto favorito, di quanto è successo.

Pseudonimo. A rivederci.

Pedante. A rivederci.