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80 ZOSIMO, DELLA NUOVA ISTORIA

tori, avviarsi a Calcedone della Bitinia, col divisamento, raccolte che avesse truppe nell’Asia, di ritentare la sorte delle armi. Giunto dunque per mare colà ed accompagnatosi con Martiniano, creatolo cesare, duce delle palatine guardie (nomato dai Romani maestro degli ufficj) lo spedisce a Lampsaco per contrastare al nemico il passaggio dalla Tracia nell’Ellesponto; egli poi colloca le sue truppe ne’ colli e nelle strette presso a Calcedone.

Mentre Licinnio così operava Costantino avendo a sua disposizione alto numero di navi da carico e da guerra, brama valicare all’opposto lido non fidando in quelli del Bitinico mare inaccessibili particolarmente alle navi da carico; fatte pertanto costruire a fretta veloci barche ed aggiuntevene altre naviga al promontorio nomato Sacro, vicino alla foce del Ponto e lunge da Calcedone dugento stadj; quivi sbarcate le truppe ed ascesi alcuni colli sceglievi il luogo da ordinarle a battaglia. Licinnio uomo assuefatto ad ogni pericolo, quantunque vedesse il nemico entrato nella Bitinia, manda tuttavia chiamando Martiniano da Lampsaco, ed esortate le milizie, col dir loro ch’egli precederebbele, forma lo schieramento, ed uscito della città muove ad incontrare il suo competitore già in armi. Datosi principio a sanguinosa battaglia ne’ luoghi posti infra Calcedone ed il tempio, Costantino, avendo assai maggiori forze, affrontata di gran cuore la contraria fattone recolle cotanto eccidio che da centrentamila combattenti a pena trentamila ebbero salva la vita. Dopo questo aringo i Bizantini aprirongli tosto le porte, imitati in seguito dai Calcedonj. Il vinto Licinnio col resto de’ cavalieri e delle poche milizie pedestri dirizzò il passo a Nicomedia.