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146 ZOSIMO, DELLA NUOVA ISTORIA

regale, e formata da muro intorno a vastissimo suolo con alberi di variata specie. Le asserragliatevi fiere provvedute erano di bastevol cibo portato loro dall’esterno, avendo così il re, a suo beneplacito, agio di cacciarle. Giuliano, miratala, comandò che si rompesse in più luoghi quel muro, ed al fuggir delle belve i soldati ferivanle di quadrella. Non lunge di là vide la reggia costruita magnificamente alla Romana usanza, e tale riconosciutane l’architettura sparagnolla, e vietò ai tribuni il farvi guasto veruno, mossovi da rispetto verso la fama che a Romani autori ascriveane la fabbrica.

L’esercito poscia oltrepassati varj castelli pervenne a Sabata, città dell’Armenia1, lontana stadj trenta dalla nomata in prima Zocasa2 ed ora Seleucia. L’augusto con seco la maggior parte delle truppe arrestatovisi da vicino spedisce là entro punta dì esploratori, i quali a forza rendonsene padroni. Il dì seguente egli girandone le mura aocchiò avanti delle porte corpi attaccati a patiboli, e narravano que’ paesani essere degli afsini d’uom che tradito avea all’imperatore Caro una città del Persiano regno. Qui Anabdate comandante dell’antedetto presidio comparve in giudizio per avere assai tempo ingannato il Romano esercito colla vana promessa d’aiuto nel guerreggiare i Persiani, e per ingiuriose parole proferite alla presenza di molti contro ad Ormisda, appellandolo traditore ed autore dell’intrapresa guerra

  1. Armenia, o Media. T. S.
  2. Coche, presso Marcell.