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Pagina:Della Croce - L'historia della publica et famosa entrata in Vinegia del serenissimo Henrico III, 1574.djvu/14


Corono fopra due gran barche incatenate Infime coperte di tela dipinta, fittola forma d’vno mojìro marino orna fornace,efeguitado la fchiera de ’ Vafcelli,vedeuanft vfiire fuori da quelle bocche, flamine di fuoco ardenti, e li maftri che /landò a/fentatì commodatamente lauorauano e formauano bellifsimi Vafl di Criflallo, che fu cofa da vedere molto grata al Rè, e caminando con quefi ordinegiunfero al monaHerio di Sant J Helena, ch’è fopra vna certa punta al lito del mare, dopò la quale a banda flniflra s’eflende per il dritto vno lungo Canale di quefle lagune, che va al porto dellì due caflelli di quefta Città, enei {puntare che fecero fcopersero all ’ improuifi li Bregantini,Talafchermi,& Barche armate in battaglia,che diedero vna vijìamirabile a fuaMaeflà, mafsime che tutto in vno tempo fecero vna bella faìua, e furono all’incontro rifalutati da tutte le Galee tanto ordinatamente, che la Mdeflàfua fi leuò in piedi per vederli con molta curiofità, lodando affai così bellavifla,rimirando dalla fua banda deftra quefia bella e famofa Città fondata marauigliofamente fopraquefi’acque falfe,edella flniflra vnbofco,ò /elua di tati varij legni & Vafcelli,con tanto flrepito d’artigliaria,e d’archibugi, di trombe,e tambori ch’era vno Bufar,in tanto che apertamele fi dimoflraua non meno allegra che contenta, vedendo cofa così rara, da lei non mai più vi/la; & arriuati alla ripa della laguna dirimpetto San Nicolò al lito, doti era fatto vno fontefopra l’acqua affai commodo per fmontar in terra, et viflaua appreffo il Bucintoro; il faggio Rè mirando cosi grande e bella machina, ne rimanea fiupefatifftrno: Dipoi dato d’occhio al Signor.Antonio da Canale, voltofsial Trencipe, dicendole quefto gran Capitano famofo Canaleto dtmolto valore, lohaurei animo, crearlo mio caualliero, quando così piaceffe a voflra Serenità, laquale rifpofe che fua Maeflà potata fare quello gli piaceua, che lei, & quefia Republica ricetterebbe ogni fua regia dimoflrationeper fauor,e detto quefio il Signor Duca di Ferrara f refi per mano il fudetto Signor Canaleto, e lo codujfe dinnangi alla Maefla fua,la quale comendando molto il fuo valore dimoflrato fempre in ogni fua attiene in tutte l’imprefe, doue s’era ritrouato fopra’l mare, lo fece degno emeriteuole d’ogni grado,ehonore,& tutt’ad vno tempo prefa la fiada ignuda in mano gli lapofe due fiate fopra le/palle, e ripofla dipoi nel fodro l’abbracciò dicendole voi/ctemio Caualliero honorato. Eglifegl’inchino con molta riuerenga,ela ringratiò di quefio ficgnalato fauore, e ne le baciò le mani humiliffimamente, fi ■volto poi al Trenaipe,e gli fece riuerenga. ringraziando fua Serenità, e dipoi sinchinò a tutti quei Signori. Quitti nella fionda della laguna pofla verfi il mare nel fine del ponte, v’era vn edificio quadrilatero,lungo piedi cinquanta cinque, largo quatordeci, & alto quaranta quattro, ongi fette, e mego. il quale pre/laua commoditàper tre portoni,ouer archi trionfali belli/fimi come vogliamo dire, fecondo l cojìume antico de’ Rimani, ad imitatione di quello di Settimio fatto da loro a’piedi del Campidoglio,di paffareper quello ad vna loggia fabricata ali incontro dopò ejjo eretti - da Ih onorato & ingcniofo architetto Taladio, fittola cura delli Signori Luigi Mocenigo,