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cosa, nondimeno l’una sarà più onesta, e l’altra meno. E più acconciamente dirai il vago della luna, che tu non diresti il drudo; avvegnaché amendue questi vocaboli importino lo amante. È più convenevol parlare, pare, e dire la fanciulla, e l’amica, che la concubina di Titone: e più dicevole è a donna, e ancor ad uomo costumato, nominare le meretrici, femmine di mondo; come la Belcolore disse, più nel favellare vergognosa, che nello adoperare, che a dire il comune lor nome.

114. Anzi non solo si dee altri guardare dalle parole disoneste e dalle lorde: ma eziandio dalle vili, e spezialmente colà dove di cose alte e nobili si favelli; e per questa cagione forse meritò alcun biasimo la nostra Beatrice quando disse:

L’alto fato di Dio sarebbe rotto,
Se Lete si passasse, e tal vivanda
Fosse gustata senza alcuno scotto
Di pentimento.

che per mio avviso non istette bene il basso vocabolo delle taverne in così nobile ragionamento. Nè dee dire alcuno la lucerna del mondo, in luogo del sole: perocchè cotal vocabolo rappresenta altrui il puzzo dell’olio e della cucina: nè alcuno considerato uomo direbbe, che s. Domenico fu il drudo della teologia; e non racconterebbe che i