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peggio gli avverrebbe ancora, chè egli sarebbe avuto per malvagio e per lusinghiero; e, come io sento dire a questi letterati, per adulatore: il qual vizio i nostri antichi chiamarono, se io non erro, piaggiare: del qual peccato niuno è più abbominevole, nè che peggio stia ad un gentiluomo. E questa è la terza maniera di cirimonie, la qual procede pure dalla nostra volontà, e non dalla usanza.

78. Ricordiamoci adunque, che le cirimonie come io dissi da principio, naturalmente non furono necessarie: anzi si poteva ottimamente fare senza esse; siccome la nostra nazione, non ha però gran tempo, quasi del tutto faceva: ma le altrui malattie hanno ammalato anco noi1 e di questa infermità e di molte altre. Per la qual cosa, ubbidito che noi abbiamo all’usanza, tutto il rimanente in ciò è superfluità, e una cotal bugia lecita; anzi pure da quello innanzi non lecita, ma vietata; e perciò spiacevole cosa e tediosa agli animi nobili, che non si pascono di frasche e di apparenze.

79. E sappi che io, non confidandomi della mia poca scienza, stendendo questo presente Trattato, ho voluto il parere di più valenti uomini scienziati, e trovo che un re, il cui nome fu Edipo, essendo stato cacciato di sua terra, andò già ad Atene al re Teseo per

  1. Ammalare, usato attivamente.