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riosi de’ tardi nepoti alcun vestigio del genio, della religione, e delle costumanze dei sconosciuti progenitori. Donde abbiam potuto rilevare che in quell’età da noi così lontana, le arti che nascono in seno alla ricchezza, e mirano alla più delicata fattura degli ornamenti erano con rarissima eccellenza praticate, poichè le opere che di quegli artefici rimangono, ci porgono esempi per la parte esecutiva del lavoro inimitabili.


III.


Ancorchè la barbarie che per alcuni secoli durò in Europa appresso alla caduta dell’impero romano, spegnendo al tutto le antiche tradizioni, abbia reso di molto più difficile il riconoscere quali arnesi, utensili ed ornamenti fossero veramente propri di questa o di quell’epoca, nondimeno gli studi e le ricerche più recenti dei dotti ci hanno fatto abili di sentenziare sicuramente che l’arte dell’oreficeria era già in decadenza nel secolo di Augusto, e però non giunse al colmo della perfezione se non presso gli Etruschi, e gli abitatori della Magna-Grecia, nei primi tempi di Roma, col decadere della potenza dei quali anch’essa scemò di pregio, come si vede essere in ogni tempo succeduto di tutte le arti; le quali fioriscono nel fiorire della libertà e della civiltà dei popoli, e col venir meno, o morir di questa, si guastano e muoiono.

In effetto le escavazioni di Pompeia ci hanno mostrato oggetti di stile greco-romano, inferiori a