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sentirla: quando vede uomini fa anch’essa la civetta».

— Questa è Arduina: è bell’e ammazzata in tre righe! — pensò Regina.

Poi trovò Massimo, Marianna — «piccola, con visetto olivastro, maligno, occhietti neri: pretende di dire sempre la verità, ma uno scultore la intitolerebbe: statuetta di bronzo rappresentante la pazzia maligna», — la signora cieca, altre figure che frequentavano il salotto di madame Makuline, dove Regina aveva condotto parecchie volte Gabrie, e infine «una dama straniera; ricca: alta e grassa; capelli nerissimi, tinti: due grossa labbra d’un lividore pallido; piccoli occhi vivi e misteriosi come gli occhi d’un gatto cattivo. Non ride mai; più vecchia che giovane; è sorda, parla sempre d’una sua amica di George Sand. Tipo di donna sensuale: ha un amante giovane».

E subito dopo:

«Impiegato: segretario d’una vecchia principessa. È giovane, biondo, molto bello; alto, svelto: lunghi occhi affascinanti, bocca fresca, così rossa che sembra tinta. Carattere allegro. È buono, innamoratissimo della moglie; tuttavia è l’amante della principessa».