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38 nell'azzurro


eterno delle vostre convalli; ineffabili i vostri panorami.

— Dunque hai finalmente trovato?

Al signor Giacomo si illuminò ancora una volta il viso: balzò in piedi ed esclamò:

— Sì sì! Credo d’aver trovato! È una pazzia la mia, ne convengo, ma vedrai, è perfettamente eguale... Oh, che pazzia! Aspetta, aspetta!

Corse nella camera che aveva a sua disposizione in casa di don Martino e ritornò con lo schizzo della montagna. Azzo lo guardò un istante.

— Cicytella! — esclamò vivamente indietreggiando.

Giacomo lo guardò con stupore. Azzo ripeté:

— Cicytella!

— Dimmi, dimmi, non è vero che si rassomiglia?

— Sì, sì, rassomiglia...

Entrambi chinarono per alcuni istanti penosamente il capo: entrambi lo rialzarono ad un tempo e si guardarono fissi.

— Se fosse lei? — domandò con voce tremante Giacomo.

— Impossibile! Da Roma a qui...

— Tutto era possibile per quel vigliacco!

Un lampo d’odio e di dolore attraversò i grandi occhi profondi dell’artista. Quali terribili memo-