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LA CASA PATERNA

27 Luglio.

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. . . A R... — mia piccola città natia — siamo arrivati verso le otto. Impossibile descrivere la strana impressione che provai, nel rivedere, dopo tanti anni di lontananza, le mie campagne, la mia valle, il mio cielo.

Appoggiata allo sportello del vagone, io non badavo più ai miei compagni di viaggio, intenta solo ad ammirare i paesaggi che si attraversava.

— Signora Jole, — mi disse Matilde con premura, — si sente forse male? È bianca bianca.

— Grazie, sto benissimo, — diss’io con un sorriso, — sarà l’imbrunire che farà bianchi i nostri visi. Anche lei è bianca più del solito.