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col cederle il posto presso il finestrino. Rientrò anche il gran servo, dopo aver messo il bestiame al riparo, e sedette anche lui accanto al fuoco. Sgocciolava acqua anche dalle dita, e in breve intorno a lui fu tutto un cerchio umido e il fumo delle vesti che s’asciugavano lo avvolse tutto. Per qualche tempo non si udì che lo scroscio del vento e della pioggia; nessuno parlava, ma di tanto in tanto, come presi da un senso di attesa, i due uomini si guardavano e poi guardavano Marianna.

Marianna restava immobile presso il finestrino. Il piccolo gatto dell’ovile era balzato sul davanzale fissando al di fuori i grandi occhi verdi ansiosi: pareva vedesse qualche cosa di là del prato, di là del bosco; a volte volgeva la testa e fissava Marianna; poi si rimetteva ad aspettare come lei: d’un tratto saltò giù e sparve. I cani abbaiavano: la pioggia cessò, le nuvole s’aprirono; e nello spazio verde del cielo sopra il bosco apparve la luna.

Allora Marianna vide Simone uscire dal bosco e avanzarsi rapido per la spianata come nuotando fra le erbe ancora agitate