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la madre. Il guaio è che se io vado a vederla c’è pericolo di peggio: e lei lo sa bene! La scorsa notte io non osava entrare nella sua camera; lei però disse: — il mio Simone dev’essere vicino, lo sento: fatelo entrare. — Allora entrai; e lei mi pose la mano sulla testa e poi mi pregò di andarmene subito via. Mah, cose del mondo! — concluse, scuotendo un po’ la testa sul collo con un gesto infantile che Marianna gli aveva osservato da ragazzo.

— Mah! — sospirò anche Berte Sirca; e Sebastiano non insistè nei suoi scherzi.

Solo il servo rimaneva duro, impassibile, come se nulla, tranne il suo servizio, lo riguardasse; eppure fu lui a dissipare l’ombra caduta intorno, domandando a Simone:

— Tu avevi un compagno: che ne è stato? È dentro?

— Dentro? — protestò Simone quasi offeso. — Finchè starà con me non sarà mai preso.

Tuttavia si mise a ridere, fra sè e sè, ricordando il compagno.

— Un piccolo frate, così Dio mi aiuti!