Pagina:Deledda - Marianna Sirca, 1915.djvu/178


— 171 —

erbe amare il cui sapore le rimaneva sulla lingua.

— E lasciami parlare, — disse fissando gli occhi sulla fiamma il cui riflesso rendeva le sue pupille dorate come quelle del falco. — Sì, io non m’intendo d’amore. Appunto perchè sono povera e sono serva. Se fossi stata ricca gli uomini mi sarebbero venuti attorno e mi avrebbero insegnato l’amore. Perchè è l’uomo che insegna alla donna: la donna è come la legna: è l’uomo che attacca il fuoco. Ebbene, che ne sapevi anche tu, quest’inverno scorso?

— Appunto! Ma non dirai che non avevo uomini attorno.

— No, non ne avevi, Marianna! Chi avevi? Quella candela di ghiaccio di tuo cugino Sebastiano.

— E tu, con gli altri miei guardiani, perchè non me ne avete lasciato avvicinare?

— Perchè non era venuta l’ora.

— Ah, l’ora. Quando doveva venire? Con la morte? Ebbene, del resto: adesso è venuta l’ora. Lasciami in pace.

— Marianna! — riprese la serva senza volgersi, — pare che tu abbia paura a di-