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Sebastiano si volse, accostò il suo sgabello a quello di lei: era in vena di scherzare, quella sera, ma diceva anche cose che pungevano.

— Li fai, sì, i fatti tuoi; ma trascuri il migliore, Marià; lasci passare il tempo! Che cosa fai qui sola come una donnola nel suo buco?

— Che t’importa? O hai qualche proposta da farmi?

— Può darsi anche! Intanto datemi da bere, donne! Datemi da bere, e vino buono; malanno, potete dare un po’ di vino buono.

La serva andò a prendere il vino.

— Sei stato alla Serra? — domandò Marianna, abbassando suo malgrado la voce: e subito gli parve che gli occhi di lui scintillassero ed ebbe quasi paura della risposta.

Sì, era stato alla Serra; aveva veduto il padre di lei, il servo di lei, gli armenti di lei, gli uomini che estraevano il sughero per conto degli Ozieresi. E null’altro. Ma il solo sentire parlare dei luoghi dove aveva lasciato il cuore, dava a Marianna un tre-