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158 g. deledda


— Sì, — diceva Jusepa, sollevandosi quanto più poteva, con le braccia alte, rimettendo una tovaglia nell’ultimo piano d’un guardarobe, — sì, i maggiori erano vestiti in costume. Donna Caderina, la madre del padrone, aveva nel corsetto i bottoni d’oro coi diamanti. Li ho veduti io. Sapete come è il diamante? Sembra vetro, a guardarlo così, ma di notte splende come gli occhi del gatto. La veste di donna Caderina deve esser qui, anzi.... aspettate che la cerco.... dove diavolo ti sei ficcata? — E cercava, cercava.

— Guarda questo nastro che ti è caduto.... Sarebbe bello per la cintura della gonnella.... il mio è tutto consumato....

— Mettetelo lì, aspettate.... mi pare che sia qui il corsetto....

Inginocchiata per terra, ella frugava nei cassetti del guardarobe, e zia Antonia continuava a palpare il nastro violetto. Jusepa si stizzava non ritrovando la veste di donna Caderina; e ad un punto, visto che sua madre si staccava con dispiacere dal nastro, disse aspra:

— E raccoglietevelo dunque! C’è bisogno di tante storie?