Pagina:Deledda - Le colpe altrui.djvu/84


— 76 —

cencio, la respinse, parve buttarla lontano per liberarsene.

— Ma perchè, ma perchè? perchè ingannarmi? Voi?

— No, Andrea, non volevamo ingannarti. Aspettavamo, per dirti tutto.

— Oh, aspettavate? — egli disse come fra sè, nascondendo il viso fra le mani; poi si scosse ancora. — Aspettavate? Che cosa?

Neppure lei lo sapeva: e cominciò a tremare tutta.

— Ma perchè, mamma, ma perchè? Adesso capisco tutto. Ah, ecco perchè ella era così, oggi. Piangeva. Perchè piangeva? E lui? Ah, lui è bello... è una bella bestia... è il maschio! Ma voi... voi... perchè mi avete ingannato, voi? Non sono vostro figlio?

Ella taceva e tremava; che ne sapeva lei di tutti questi perchè?

— Ebbene, — egli riprese, stringendole di nuovo il braccio e trascinandola fino al paracarri su cui sedette sfinito — voi verrete con me, a casa mia, e starete con me e con mio padre, per tutta la vita. E non ci sarà altro, per voi, nel mondo. Ma questo ci sarà: che noi tre, almeno, non c’inganneremo più. Che loro due si uniscano, il maschio e la femmina, questo non importa: sono degni l’uno dell’altra. Io non la voglio più, lei; mi farebbe orrore. Ma voi dovete stare lontana da loro: voi starete con me. Questo almeno lo capite.

— Sì, sì, sì, càlmati, anima mia. Farò quello che vorrai, ma càlmati. Non gridare così: ti sentono...