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alzava stringendosi sul viso i lembi della gonna, e diceva con solennità:

— Vittoria Zara, non credere che siamo venuti qui come i corvi: siamo venuti qui perchè ci ha chiamato la legge; e un boccone di più, un boccone di meno fa lo stesso, per noi. Ma è bene che il patrimonio di Bakis Zanche non vada diviso come una focaccia. Alla tua buona coscienza fare il resto.

Anche il notaio s’alzò e disse:

— Vittoria Zara, non è meglio che tu obbedisca ai voleri del defunto?

Allora ella tornò a sedersi, col viso reclinato sul petto, in mezzo alle donne che si chinavano su lei e alcune piangevano per convincerla meglio. E Prededdu Zanche, fermo dietro la sedia, le palpava le spalle, tanto ch’ella fece un movimento brusco per respingerlo.

— Ebbene, sia! — mormorò come fra sè: e diede un grande sospiro.

*

Ad uno ad uno i parenti se ne andarono; in ultimo anche la madre si congedò come un’estranea, ricordando a Vittoria alcune massime del padre morto.

— Egli diceva: la ricchezza è una penitenza. Ma diceva anche, ricòrdatelo, Vittoria; diceva: sa domo ’e su Re sa misura la rè1.

Ignazia, che durante quel tempo non aveva mai aperto bocca, passiva e paziente come una

  1. La casa del re — la misura la regge.