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mamente, grazie a Dio. Vada anche lei a riposarsi. Tutto va benissimo.

Le premeva la mano calda e grassa sulla spalla, e quel «tutto va benissimo» pareva un premio diretto a lei, come se tutto fosse andato bene per merito suo.

E la nonna, che aveva soggezione di lui, si lasciò convincere. Rientrò prima nella camera di Alys e abbassò ancora di più la luce della lampada: una penombra verde, quasi liquida, diffuse intorno un senso di sogno: la «piccola» dormiva, fasciata come il neonato, col viso, sotto la macchia scura dei capelli, di un bianco di luna. La nonna la coprì con uno sguardo di benedizione, e ormai rassicurata, scivolò via per andare a riposarsi. Non c’era più nulla da temere: tanto che il Dottore e la levatrice erano andati via, con la promessa di ritornare al primo mattino, e solo Annarosa vegliava.

*

Annarosa vegliava. Dal salottino di lavoro fissava, attraverso l’uscio della camera adesso socchiuso, il letto della sua padrona. Gli occhi le erano divenuti lucidi, come quando beveva; ma era una ben altra ebbrezza quella che le scaldava il sangue. Poiché ella aveva veduto e toccato il bambino, che sebbene sembrasse fatto solo di