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in un senso di gioia, di curiosità soddisfatta ma anche delusa, e infine di vergogna per la meritata lezione che subivo.

Poiché la famosa stanza era una specie di laboratorio, con un banco come quello dei falegnami, con gli stessi arnesi; ma invece di assi vi erano ammucchiati blocchi e lastre di sughero, alcuni a bagno in una tinozza; e sul davanzale stavano ad asciugare alcuni biglietti di visita, che parevano di carta rossastra, sui quali il negromante, il grande peccatore, aveva inciso il suo nome e tre foglioline di edera.