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Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/28


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volevano incaricarlo di dare una archibugiata a don Carlo Arca.

Stefano capì che ciò era perfettamente falso; tuttavia si mostrò interessato e disse gravemente:

— E perchè non ne parlaste prima? Ne terrò parola con mio padre.

— Don Piane lo sa; ne parlavamo poco fa; anzi, aggiunse il Porri con disinvoltura, — mi disse che in tal caso potevo dire tutto e che, visto i danni che potevo soffrirne, mi avrebbe lasciato ancora un po’ di tempo per il resto del fitto...

— Ha detto questo mio padre?... — domandò vivamente Stefano, fissando il Porri.

— Sicuro che l’ha detto!

— Allora ne parlerò anche con mia cognata Maria. Sta bene!

Arcangelo Porri capì che non c’era altro da fare, e se n’andò sicuro del fatto suo.

In fondo Stefano provò un violento disgusto contro quest’uomo che voleva deporre il falso e vender l’anima per cento scudi; ma per togliersi ogni scrupolo pensò: Dopo tutto è affar suo; e poi chissà? può essere anche vero....

Depose il denaro entro un cestino di asfodelo ed ebbe piacere di aver una scusa per recarsi da Maria.

Dopo cena infatti, nonostante le proteste di don Piane che, circondato da cani e gatti, stava