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Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/157


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— Per la tua buona figura.

— Per la mia buona figura? Ma quella gente là... davvero...

— Ah, va bene! È giusto. È giusto che si continui così!...

— Maria! — esclamò egli. — Sarebbe tempo di finirla! Manda via quella pettegola di Serafina; quante volte te l’ho detto?

Ella si volse a mezzo, e continuò a guardar lontano.

— Ma son forse io la padrona? Io sono nulla, io non conto nulla. I padroni siete voi, è tuo padre, sei tu, e se tu volessi....

— Io? — egli domandò, e rise, ma senza muover un muscolo del volto. — Sta a vedere che debba toccarmi anche ciò! Immischiarmi nei vostri pettegolezzi....

Maria si volse tutta e tornò a fissarlo, dichiarando recisamente:

— Io non faccio pettegolezzi.

— Cioè, volevo dire, negli affari delle donne, delle fantesche.... Ma perchè ho preso moglie, se non perchè le serve non fossero più padrone in casa mia?

— Ah, per ciò hai preso moglie?

I grandi occhi buoni di Maria lo fissavano fra il malizioso e il severo, ed egli sentì in cuore il desiderio di stender le braccia per afferrare il cerchio rosa della vita di Maria, dichiarando che per ben altra ragione s’era am-