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Antonio parve scosso: a testa china lisciava il suo cappello e non reagiva: solo domandò: — È Marga che la fa parlare così?

— Antonio! Tua moglie darebbe la sua vita prima di aprire il suo cuore ad anima viva. Ma la sua pena traspira anche dal suo stesso riso.

— Marga non mi vuol bene, — disse Antonio accigliato. — Non vuol bene che al marito morto.

— Non è vero! Si rifugia nel suo ricordo come il cervo ferito nella sua tana. Ma anche questo non importa: l’essenziale è che qui l’aria deve essere purificata, perchè lo stesso contegno di lei, di Marga, accresce l’infezione. L’aria deve essere purificata, — ripetè sbattendo a ventaglio le mani, — per la bambina, se non per voi. Intendi?

— Che ne sa la bambina?

— La bambina, se continua a respirare quest’aria, si corromperà come voi, e un giorno, quando vedrà nei tuoi occhi il dolore per la sua perdizione, saprà ben risponderti: tu mi hai insegnato il male.

Antonio scattò, come una verga ripiegata a forza.

— No, no. Lei no. Se io sono così è perchè sono nato così. Si nasce.... si nasce.... Mia madre era come Ornella.

Allora una catena di ferro parve avvincere i

Deledda. La fuga in Egitto. 8