Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/67


— 57 —

detto che dopo aver per lunghi anni tu pure sognato il recupero della collana, per riaverla a qualunque costo sei sceso nella città, come il palombaro in fondo al mare alla ripesca d’un tesoro naufragato?

E perchè non squarci tutta la tua coscienza davanti a te stesso e non confessi che in fondo la collana è il filo che ti guida verso la fortuna della quale hai bisogno per ritornare nell’atmosfera di pigrizia e raffinatezza dei tuoi avi?

— Insomma, — disse brutalmente a sè stesso, — poichè la fortuna non ti assiste in altro modo, tu sei venuto a cercare e conquistare la figlia dello speculatore; siamo pari, dunque, e se Dio ti richiama, nella sua infinita bontà, e desta amore dove poteva nascere odio e forse anche delitto, di che ti lamenti?

Si lamentò davvero, col vento, coi rami stroncati, con l’acqua del lago: e desiderò che la bufera scoppiasse furiosa e travolgesse anche lui.

E pensò di sbranare la carta e disperderla al vento: e pensò di fuggire, di non