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vasta solitudine. Pareva che dopo aver attraversato il mondo si fossero fermate lì, al limite della terra, a contemplare l’eternità: e un senso di pace solenne spirava da loro come davvero da un paesaggio di montagna.

La donna andò oltre, sulla striscia di pietra che domina il mare. Il mare si lasciava dominare, quella mattina, azzurro e calmo: e quando fu seduta in cima alla banchina ella ebbe l’impressione che l’acqua scaturisse dalla terra come quella di un fiume senza confini che andava placido verso l’orizzonte: e l’aria, lo spazio, l’intensità di tutto quell’azzurro le diedero un senso di ubbriachezza; ebbe paura di cadere nell’acqua e guardò verso terra per ritrovare dove appoggiarsi.

La villa era lì davanti a lei; se ne vedevano tre lati, quello centrale sporgente verso il mare come la prua di un bastimento, con la torre merlata sopra la quale volteggiavano due colombi bianchi raggianti come d’alabastro. Una loggia di marmo e un’altra più piccola ma più aerea, di ferro,