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tieni stretta la borsa che contiene la tua sola e vera forza, quella che non inganna mai.

Ma ella era uscita per camminare, per veder gente, e inoltre diffidava dei vetturini. Camminò dunque fino alla grande strada dove comincia la teoria delle vetrine di lusso, davanti alle quali c’è sempre qualcuno fermo in religiosa osservazione. Anche lei si ferma. Eccone una tutta occupata da un solo abbigliamento di donna: sul piano di velluto bianco è steso come mollemente scivolato dal corpo di una principessa, un vestito di velo azzurro scintillante di pagliuzze d’argento: accanto è il ventaglio aperto che ricorda certe nuvolette notturne attraversate dalla luna, e una rosa, la rosa azzurra delle leggende: questa sinfonia di azzurro dà alla donna che guarda la visione del mare, e un’ondata di gioia e di frescura la investe suo malgrado.

Ma ella si riprende subito e va avanti: meglio fermarsi davanti all’altra vetrina, dove i frutti nelle cornucopie felici di contenerli sembrano artificiali tanto sono gros-