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gli amici, che un gruppo di uomini mascherati assalì la casa del prete, e poiché egli rifiutava di rivelare il nascondiglio dei denari, i bravi ragazzi lo legarono e lo misero col sedere nudo su un treppiede infocato: in modo che il marchio gli rimase per tutta la vita.

— Favole! — disse Concezione. — E questa faccenda del treppiede si racconta per tante altre invenzioni del genere.

— Va bene; ma accadde questo. Dopo il fatto del prete, e altre imprese minori, il tuo bisnonno, che era un povero pastore di capre, acquistò terreni, vacche, case: morì ricco, e più ricco diventò il tuo nonno, che seguiva, più cautamente, sì, ma con fortuna, l’esempio paterno. La scomunica del prete, però, gravava sulla vostra famiglia: i fratelli del tuo nonno morirono tutti di mala morte; e a lui, in seguito ad una infezione, dicono venuta da una ferita, gli fu amputato il braccio destro, quello che commetteva le male azioni. Allora il diavolo si fece eremita: egli costruì questa chiesetta, e queste stanze per abitarci anche lui e i suoi discendenti e far dire una messa tutte le domeniche e le altre feste comandate in suffragio dell’anima sua. È favola anche questa, Maria Giustina?

La donna non risponde: il suo viso però è triste, serio, ed anche Concezione non prote-