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quale si fermarono come prima intorno alla loro finestra. Ma ben altro il mistero che scendeva dalle scale della vecchia straniera: mistero di favola, di cose belle sovrannaturali.

Suonarono il campanello: poi scapparono, mentre una parrucca bionda appariva come una scopa alla finestra.

— Cattifi pampini, cattifi pampini!

*

Diventarono davvero cattivi, o almeno più irrequieti del solito. Volevano a tutti i costi vedere e sentire l’uccello, e la vecchia signora, chiusa nella sua fortezza, rappresentava per loro la strega che nasconde il tesoro. Quindi, in permanenza, davanti alla sua porta, montavano uno sulle spalle dell’altro per guardare nel buco della serratura, suonavano il campanello, lanciavano sassolini alle finestre. Finchè la signora Carlotta non minacciò di buttar loro addosso una catinella d’acqua bollente. Fosse stata fredda, l’avrebbero magari accettata; ma l’acqua bollente scotta, e può far morire.

Questo lo affermò la madre, quando glielo vennero a raccontare. C’era anche il padre, anche lui piccolo e rosso come un ragazzino, col vestito chiazzato di calce e in testa il berretto di carta dei muratori. Stanco e affamato, mentre la