Pagina:Deledda - La casa del poeta, 1930.djvu/109


— 103 —

Ed ella pensò che nessuna delle donnine che si fermavano davanti alla vetrina del gioielliere sarebbe mai stata davvero felice come lei.

*

Eppure, ogni volta che usciva sola e faceva la solita passeggiata senza mai decidersi ad attraversare il fiume travolgente e rumoroso della strada grande, si fermava davanti alla vetrina, forse più pericolosa ancora della strada. Un altro nido aveva sostituito il primo: lei, naturalmente, non lo desiderava più, ma era un po’ gelosa che altri potesse averlo. Il nido però rimaneva lì; nessuno pensava di comprarlo; e le donne che guardavano la vetrina come si guarda il cielo stellato, non lo vedevano neppure.

Solo un pomeriggio di novembre, già umidiccio e giallo, una bambina con un funghetto verde in testa disse alla signora ancora giovane che l’accompagnava:

— Lo vedi il nidino? Me lo compri per la mia festa? Me lo compri, vero? Di’ che me lo compri; ma su, dillo!

— Santa pazienza — rispose la donna. — C’è tempo ancora: eppoi, che te ne fai?

— Così, mi ci diverto. Eppoi, cosa vuoi che costi?

— Costerà, costerà.