Pagina:Deledda - La casa del poeta, 1930.djvu/108


— 102 —

*

Disse, con esagerata serietà:

— Il nido: i pulcini. Simbolo ottimo. Questi sentimenti altamente ti onorano: e avranno il loro meritato guiderdone.

Ella era abituata ad esser presa in giro da lui: quindi gli sbattè lievemente sulle spalle la salvietta e protestò ma senza forza:

— Adesso basta con le tue ironie.

*

Ma egli parlava sul serio: e un giorno, il giorno della festa di lei, — l’ora dei suoi venti anni, — entrò nella piccola casa il nido d’oro con dentro i pulcini d’oro: il tutto grande come un mezzo guscio di nocciola.

Ella aprì la scatoletta indovinando quello che conteneva; e non parlò: ma stette a lungo tranquilla a guardare il dono, come si trattasse di una conchiglia o di un fiore: poi si alzò di scatto e si mise a ballare. E pareva lo facesse anche lei per burla, per imitare i modi del marito; ma era veramente per una gioia infantile e profonda. Egli disse:

— Ecco la vera felicità.