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— Quanti figli avrai? Sette?

— Sette od otto, fa lo stesso: basta che siano buoni e laboriosi come il padre.

— Sì; ma dove li metterai a dormire?

— Dove li metterò a dormire? A letto finchè sono piccoli, o se saranno femmine; i maschi, quando diventeranno grandi, dormiranno sulla stuoia perchè saranno contadini e pastori e non dottori come te. Del resto, se le annate saranno buone, venderemo il frumento o lo presteremo e ce lo faremo restituire doppio, e fabbricheremo un’altra camera per i figli.

— Qualcuno, poi, morrà.

— Dio non voglia! Se li faccio li voglio tener vivi, che mi aiutino nella vecchiaia.

Prenderanno buone mogli, benestanti: povere io non le voglio le mie nuore. Nè povere, nè brutte, nè gelose.

— Tu non avresti un biscotto, da mettere nel caffè, adesso?

— Come vuoi che ci siano biscotti in casa di un vedovo?

— Dentro la cassa, forse, c’è qualche cosa. Andiamo a vedere?

— No, ti dico, la cassa non si deve aprire. Sta lì, non muoverti. Ah, che sento? Mi pare il passo di lui.