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Infatti sollevò subito un mormorìo di protesta quando, facendosi coraggio, ripetè una cosa che aveva letto in un giornale.

— Se si farà la guerra la gente cambierà di carattere. Ma si farà la guerra?

— soggiunse subito.

La nonna, la serva dall’uscio socchiuso di cucina, la matrigna che sedeva all’angolo del camino e pareva volesse nascondersi nell’ombra, Gavino che si appoggiava alle spalle di Annarosa, tutti si volsero a Stefano con curiosità ansiosa.

— Si farà, — egli disse con calma.

Allora la nonna diede un grido.

— E Agostino? Me lo prenderanno?

— Se occorre lo prenderanno.

— E tu, — domandò Annarosa dopo un attimo di esitazione, — sarai richiamato?

— Anch’io, certo. Ma c’è tempo.

Mikedda si avanzò di qualche passo, poi ritornò sull’uscio. Voleva domandare se anche zio Taneddu verrebbe richiamato. Tutti parlavano della guerra, nel vicinato, molti aspettavano di essere richiamati, alcuni volevano partire volontari.

Annarosa disse un’altra cosa che fece ridere Gavino.

— Se fossi uomo chiederei subito anch’io di andare volontario.